E tu cosa scegli, piano cottura a gas o induzione?

Quando si sta per cambiare cucina una delle prime domande che ci si pone è…ma il piano cottura a gas o a induzione? Sicuramente è una scelta personale… ma per far chiarezza e scegliere, mettiamo a confronto le due opzioni valutando le caratteristiche di una e dell’altra! Facciamo una panoramica generale ed entriamo poi nel dettaglio.

A livello di pulizia: meglio il piano cottura a induzione.
A livello economico: l’induzione è conveniente per le cotture veloci ma sulle lunghe cotture meglio il gas.
A livello estetico: scelta veramente personale (basata anche sul progetto della cucina…).
A livello di sicurezza: l’induzione è più sicura.

Pro e contro del piano cottura a gas

Di piani cottura a gas ce ne sono veramente di svariati modelli con materiali (acciaio inox, vetroceramica…) e con un numero di bruciatori differenti. Se si ha lo spazio, l’ideale è prevedere un piano a gas da almeno 4/5 fuochi con una dimensione di almeno 75/80 cm. Questo permette l’utilizzo di più padelle in contemporanea. Una caratteristica positiva del piano cottura a gas è che funziona con qualsiasi tipo di pentola. Il calore si regola facilmente (anche se non è possibile stabilire la temperatura precisamente). Quelli più prestanti presentano dei bruciatori che permettono la distribuzione della fiamma verticale per una migliore resa e in alcuni casi hanno più corone per aumentare l’intensità del calore. Infatti, a differenza dell’induzione, il piano cottura a gas è meno efficiente, in quanto molto del calore che produce viene disperso. Inoltre, seppure ci siano valvole di sicurezza per evitare la fuoriuscita del gas, possiamo dire che è meno sicuro rispetto all’induzione. Per questa ragione la stanza deve essere provvista delle griglie per l’aerazione.

Pro e contro del piano cottura a induzione

I piani a induzione scaldano attraverso un campo magnetico molto potente che permette di muovere le molecole delle pentole, scaldando così solo queste ultime e il cibo e lasciando “freddo” tutto il resto. Come per il piano a gas le zone di cottura possono essere diverse (di solito 4 o 5). In alcuni sono previste zone di cottura chiamate Bridge, ossia zone che si possono unire e creare un’area di cottura più ampia. Se si opta per l’induzione bisogna aumentare la potenza energetica della casa ad almeno a 4,5 kW, ( l’ideale sarebbe creare una linea dedicata al quadro elettrico che prevede un interruttore di sicurezza). L’alternativa è scegliere un piano a induzione con limitatore di potenza. L’induzione ha un’alta efficienza (un litro d’acqua bolle circa in 3 minuti, sul gas in 7) e la regolazione della temperatura è molto precisa. La facile pulizia è una delle caratteristiche positive principali. Tra gli svantaggi potremmo dire che se c’è un blackout non funziona, che necessita di pentole dedicate e che se si usano più zone di cottura è facile superare i 3 kW  (soprattutto se sono accesi altri elettrodomestici)

E voi cosa preferite? In realtà, per chi è indeciso, esiste una soluzione: il piano cottura ibrido! Vieni a scoprirlo in showroom!

 

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